Abbiamo le stesse iniziali, Moana
Non ho mai visto un film porno con te
Sarebbe stato come veder scopare mia madre, pensavo
Avrei voluto laurearmi su di te,
Tu,
la Dea Eros contemporanea
Tempo fa, ore fa, mesi fa
Avrei scritto una poesia presumendo di conoscerti,
di amarti
Ma non so niente di te
E forse non so niente
manco
di me
Sono stato a Rimini questo weekend
Chico l’ho trovato più stanco
Più riflessivo
Più intimo nei monosillabi
E non si ferma per le strisce pedonali
Ed è più segnato
E fa meno fotografie
È che le cose succedono e le cose lasciano dei segni
e i segni si vedono
Tutto qui, va bene così
Mi sono mancati i miei figli
Come sempre
Sentivo mia moglie stanca al telefono
I miei figli urlare
Strappandomi le vesti
Ma ero felice
Felice di averli
Tu, tu cosa avevi?
Ti sei presa di tutto:
Offese, sguardi giudicanti, schifati, morbosi, ipocrisie, il tuo tempo,
cazzi, un po’ di amore, libri inutili, biografie stupide, domande futili,
uomini viscidi, pure una fiction scadente ti sei dovuta sorbire
Cose che ho letto di te:
Ti chiami Anna Moana Rosa Pozzi
Moana è il nome di un’isola delle Hawaii
e significa il punto dove il mare è più profondo
Ed è bellissimo
Che leggevi Nietzsche, Burroughs e Battaille,
e di Burroughs ne rimanevi scioccata, tu
Che ti sei innamorata
per la prima volta
a 11 anni
Che ti piacciono le fontane seicentesche
coi marmi
bianchi
Che ti piace grande, durissimo
e lungo
quanto basta
Che alla donna manca qualcosa, dicevi, perché è il cazzo quello che fa Sesso
Che ti piaceva farlo
farlo tanto
e forte
e che per questo avresti amato
il tuo uomo
Di più, lo avresti amato ancora
Di più
Che morire non ti faceva paura
e desideravi le tue ceneri sparse nel mare
Là dove il punto è il più profondo,
magari
Abbiamo le stesse iniziali,
Moana
Ma tu,
Tu cosa avevi?