Ieri ha compiuto 73 anni e noi lo festeggiamo ripescando dall’archivio Tumblr di WNR un report sgrammaticato via iPhone del concerto all’Arcimboldi dello scorso inverno. Tra momenti di misticismo e momenti in cui ti addormenti

Bob Dylan was here
26 Mag 2014

Un

Non è un dipinto impressionista, ma una foto con l’iPhone scattata dal secondo anello (di Ray Banhoff)

Dodici minuti. Ne’ uno di più ne’ uno di meno voglio darmene per scrivere questo pezzo. Quello che c’entra c’entra quello che non c’èntra andrà perduto nel cosmo. Ho visto Bob Dylan al teatro degli Arcimboldi l’altra sera. Era la mia prima volta. Acustica perfetta, solo posti a sedere numerati, la gente con i giubbotti sulle gambe come al cinema, la maschera che va fuori dalla sala a sollecitare quelli che fumano «signori prego entrate tra poco si comincia». È uno di quei concerti dove non guardi quelli che hai accanto guardi solo il palco. La folla arrivava composta e sottovoce e per lo più erano signori di una certa età con le loro mogli e dei bei sorrisi soddisfatti e non nostalgici. Una voce dagli altoparlanti ha imposto lo spegnimento dei maledetti telefoni. Foto vietate (quella sopra è l’unica che ho scattato). Poi luce spenta. Precisa come un orologio alle 21 la musica è iniziata a sgorgare da una chitarra acustica che suonava un giro in maggiore e la band è entrata. Ero tipo nel secondo anello quindi vedevo tutto piccolo e confuso. L’emozione di tutti era come una nebbia e ostruiva la visuale, pareva ci fosse del fumo. Il culmine dell’esoterismo è quando Dylan entra, chiaramente per ultimo, con un completino porpora da avventore di un saloon anni 20. È un uomo che appartiene al nostro tempo ma al tempo stesso che viene da un altro.

[pullquote]Il culmine dell’esoterismo è quando Dylan entra per ultimo con un completino porpora da avventore di un saloon anni 20. È un uomo che appartiene al nostro tempo ma al tempo stesso che viene da un altro[/pullquote]

Parte recensione da panzone di una volta:

Il concerto consiste in un unico minestrone di blues perpetuato e interrotto da questa voce sputacchiante e gracchiante che alla fine è la voce più familiare che conosci. È accademia ma senza essere saccenza, è solo come vanno fatte le cose se vuoi farle bene. Come dice Marcello bisogna solo onorare i nostri miti, Dylan suona per Woodye Guthrie e per tutti quelli che piacciono a lui, è con loro che si rapporta. Sapevo che ai concerti  massacrava le palle a tutti storpiando i pezzi come De Gregori, o forse è il contrario, ma questa cosa non mi irritava. Se vuoi andare a un concerto per cantare le canzoncine assieme al cantante comprati il karaoke no? Non ho mai capito i detrattori dei propri miti che si permettono di mettere bocca su come vorrebbero sentir suonate delle canzoni che non hanno scritto. I pezzi sono in effetti irriconoscibili e riconosco All along the watchtower solo dalle parole. Dylan è così meticoloso… Ha una pilina (piccola torcia) e quando finisce il pezzo si alza, la accende al buio e va a a controllare la scaletta attacacata a un Fender Rodhes dietro di lui. Ci pensa e poi torna a sedere. Non fa mai il verso a se stesso, non si ripete mai. Forse capisco adesso il titolo del film I am not there. Non c’è davvero e non ha bisogno. Potrebbe stare a casa e non andare in tour è miliardario ma lui penso adori davvero tanto quella giacchina e quei suoni e vuole far vedere a tutti come è bello il blues. L’unico momento in cui sembra rapportarsi col pubblico è alla prima pausa quando con una mano introduce a tutti con orgoglio la sua band come a dire «vedete? eh? vedete che roba siamo capaci di fare?». È preciiiiiso. Questo tizio ha 73 anni e ha creato il mondo in cui vivo e per risposta sono venuto a portargli i miei 100 euro. Come quando i messicani e i siciliani fanno l’offerta al santo. Uguale.

[pullquote]Il futuro sarà come il presente, saremo sempre barchette alla deriva con il timone che gira a vuoto[/pullquote]

Il concerto ha una pausa centrale con le luci accese lunga più di 20 minuti. Li ho deciso che lo stimavo oltre ogni cosa. Non so che pezzi abbia fatto, ho beccato solo Hurricane e Blowin in the wind. Ha pure detto “grazie” una volta e addirittura in italiano come a far capire a tutti che lui sapeva dove si trovava. So che non suona una chitarra acustica in pubblico da un decennio giusto per non ripetersi però sabato ha tirato fuori dalla giacca un armonica e si è messo a suonarla la gente è uscita di testa sembrava davvero di essere a un concerto di Bob Dylan di far parte della Storia.  A volte ti scogliona un po’ al piano e ti puoi anche addormentare ma non è bello potersi addormentare a un concerto? Non è onesto? A cosa serve altrimenti la confidenza che hai con qualcuno? A che serve amare qualcosa se non puoi essere te stesso? Ogni tanto c’erano applausi fuori luogo, reazioni inconsulte, qualcuno che aspettava il silenzio per ulrare «Bravo Bob» in italiano. Erano tutti assorti dentro se stessi in solitudine col loro profeta. Tutti face to face con lui. In un certo senso eravamo tutti soli con lui.

Parte menata:
Niente da dimostrare, niente più di un silenzio, le parole non contano. La musica non conta lui si comporta ancora come a 17 anni non ha mai fatto un servizio alla comunità non è mai stato moralizzatore ha solo il suo blues le sue robe le sue storie di treni di donne di amori di vite e tutti dietro a corrergli addosso e a volerne strappare un pezzo. Alla fine anche i più duri, i più atei, i più disinteressati, i più ribelli, quando si trovano da soli vogliono sentirsi amati e tutti ma proprio tutti vogliamo sentire delle emozioni e quando non ci arriviamo da soli siamo disposti a saccheggiare un altro che lo ha detto meglio di noi. Quelli che vogliono che faccia le canzoni come sul disco non hanno capito un cazzo e quelli che pensano che sia un vecchio poverini quelli sono proprio fuori dalla grazia di Dio. Ma tanto Dio non è Bob Dylan e per fortuna c’è un attimo prima della morte in cui ti puoi pentire di tutto e aprire gli occhi e accettare te stesso. Ecco lui mi da l’idea di una lungimiranza così tenace come se avesse  già vissuto quel minuto ma in vita, magari da giovane, quando ha scelto cosa essere.

[pullquote]Questo tizio ha 73 anni e ha creato il mondo in cui vivo e per risposta sono venuto a portargli i miei 100 euro. Come quando i messicani e i siciliani fanno l’offerta al santo[/pullquote]

Un samurai, un asceta, chi è? Questo non è un concerto, è qualcosa che sta succedendo. Sul finale della serata tuttavia il Capo ci ha dato una grande lezione, ha fatto una mossetta, si è messo le mani al busto e swishhhh… un saltello di 3 centimetri, una specie di piroetta, di balletto capisci? Tipo una cosa che se la fa Mick Jagger è teatro ma se la fa lui è “effetto sorpresa”. E godeva come uno che gode, faceva degli inchini smodati come un bambino. E finalmente li è stato terreno, tranquillo, umano come noi tutti e si voleva solo divertire e smorzare il tutto e pensare solo al blues. Ho pagato 100 euro solo per quella mossa. Per vederla e per ricordarla negli anni. Come fa uno di 73 anni ad avere così voglia di dimostrare qualcosa? Capisci che va a puttane tutto il nostro concetto di risparmio, di maturità, tutta la costruzione di un presente che serva a un futuro stabile? Perché le cose non cambieranno e il futuro sarà come il presente saremo sempre barchette alla deriva con il timone che gira a vuoto, la pioggia battente, l’equipaggio che ha mollato il ponte per salvarsi e noi li nel mezzo inzuppati dall’acqua sotto i ganci ai reni della vita e della morte. A 73 anni, cosa che io non credevo, sei ancora così. Non dobbiamo vivere pensando alla morte ok, ma dobbiamo vivere sapendo che moriremo, l’ha detto il Dalai Lama. La musica non va mai ascoltata per cercare risposte, ma solo per varcare dei mondi, il 900 è finito siamo nel nostro tempo io ho visto un uomo di un altro tempo sabato e mi diceva tutti i tempi sono uguali e così tutti gli uomini, tutte le storie, tutte le vite. Ancora e ancora e ancora.

Ray Banhoff

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