C’è del marcio nell’arte, 58 miliardi per l’esattezza. Carminati, Mokbel, ‘ndrangheta, soldi soldi e ancora un botto di soldi e un sacco di cose che non vi sareste mai immaginati. Nel documentario bomba in onda su Sky:

Follow the paintings
17 Dic 2016

C’è un virus nuovo, che tempo fa mi ha angosciato. Si chiama Morbo di Report. Il Morbo di Report è una specie di morte culturale, subdola, senza vaccini e affligge persone di solito ben istruite, che di fronte alle puntate senza scampo delle inchieste del team Gabanelli, sviluppano una sorta di anticorpo naturale per curare la sofferenza che scaturisce da apprendere certe notizie: smettere di guardare la trasmissione.

È successo anche a me.

La domenica sera, notte deputata al raccoglimento dentro di se, alla preparazione per la settimana a venire, diventa un momento rituale per gettare un semino di speranza dentro di noi da raccogliere la mattina dopo. Tanto vale quindi non guardare Report (che infatti da quest’anno è stato spostato al lunedì) e risparmiarci una pera di realtà così scioccante che ti stabilizza il sistema immunitario. Perché la realtà, se la guardate da vicino è scioccante. Corruzione alle stelle, ignoranza dilagante, stagnazione economica, cazzi cazzi e ancora cazzi. Da tutte le parti. E tu che tanto ti barcameni per andare avanti lineare, pulito, non ne hai voglia di vedere che anche l’ultimo dei disperati di un piccolo comune è corrotto, che le banche sono un mondo di associazioni a delinquere, che l’acqua che beviamo non è sana, che stiamo distruggendo il pianeta. Perché già abbiamo tutti tanti problemi, che non è tollerabile farsi carico anche di questi. 

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Questa qui è la collezione di Carminati.

Questa introduzione è dovuta perché tuttavia ho deciso di parlare di Follow the Paintings, film documentario di Francesca Sironi, Alberto Gottardo (tra i fondatori di WNR) e Paolo Fantauzzi che andrà in onda domenica 18 dicembre alle 23:15 su Sky Atlantic HD, Sky TG24 HD e Sky Arte HD.  Il lavoro di scavo, di inchiesta, di girato è durato 9 mesi ed è tutto incentrato sul mercato nero delle opere d’arte, un giro di affari mondiale che supera i 58 miliardi di euro. Per noi che non ne sappiamo niente il mondo dell’arte è una sorta di puro Eden della creazione, un territorio apparatemente innocuo, come il mondo che ne so della cultura. Esiste sulla carta ed esiste in alcune realtà, ma di fatto si tratta di mostre a cui non andiamo o andiamo poco, di una manciata di nomi che fanno sempre il giro dei musei e che ci puppiamo da anni. Per alcuni ancora invece è un mondo sognato, agognato, in cui vorrebbero entrare ma non succede e si trovano sempre a esporre le solite opere in piccole fiere scalcinate e senza soldi, o nelle feste dei loro amici.

Follow the paintings sembra una storia di Don Wislow o di Ellroy e al tempo stesso vi farà venire un colossale attacco del morbo di Report di cui sopra. Succede di tutto in mezzo a palazzi lussuosi, galleristi chic, gente blasonata e degli artisti quasi manco l’ombra. Si sente così tanto la puzza dei soldi che si capisce subito come stanno le cose. Come mostri vedrete spuntare tra questa gente rispettabile tipi come Gennaro Mokbel (il faccendiere romano arrestato per la truffa Telekom Sparkle) e l’uomo accusato di essere il padrino di Mafia Capitale, Massimo Carminati, che smerciano e usano come merce di scambio opere d’arte al posto di pezzi da 100 euro.  C’è addirittura un video girato dal Reparto operativo speciale dei Carabinieri durante le indagini che mostra Carminati mentre trasporta una parte della propria collezione in un magazzino. Da Roma chiaramente ci si sposta a Milano per seguire gli utili della ‘ndrangheta riciclati sfruttando tele seicentesche, in una trama che svela meccanismi comuni al mercato: dal problema della valutazione a quello dell’autenticità.

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Follow the paintings genera in noi che lo guardiamo lo stesso effetto di Report, ci fa prendere male, ci fa venire voglia di mollare tutto. Forse però la nostra battaglia sta proprio qui, nel far si che le cose che apprendiamo cambino la nostra vita. Non potremo cambiare niente forse, ma essere informati è sempre meglio che essere ignoranti. Perché essere ignoranti, far finta di nulla, è una forma di collusione.

Ah ps. le musiche sono niente meno che di IOSONOUNCANE, che non aveva mai fatto una colonna sonora. e sono stupende.

Ray Banhoff

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