Nel giorno in cui i social hanno stroncato la campagna più infelice della storia della comunicazione italiana, noi abbiamo incontrato:

L’unico a favore del Fertility Day
21 Set 2016

Quella che segue è un’intervista non programmata, nata per caso, in un noto locale di Milano. La persona intervistata la conosco bene forse è il nome più noto delle agenzie di Milano. Una sorta di è lui o non è lui? ma certo che è lui, l’uomo che negli ultimi anni ha fatto impennare i fatturati di molte aziende per le sue idee di marketing e la sua visione “colta” dei social network. Premiato, osannato, letto… ma preoccupatissimo di non divulgare il suo nome, perché sennò non lavorerebbe mai più.
È quasi finita a botte, la pubblichiamo così come è stata registrata, senza editing, con le mani che ancora prudono per il nervoso e gli errori di sintassi.

 

Come mai un’intervista anonima? Visto il tuo spessore potresti permetterti di esprimerti…

Ma sei matto? No, mi taglierebbe le gambe, avrei tutti addosso e non lavorerei più.

 

Ok. Cosa è successo?

È successo qualcosa di significativo. Un problema da agenzia è diventato di ordine pubblico. Oggi tutto è comunicazione e un passo falso come questo si paga caro.

 

Ma quelli del Governo… che ti aspetteresti mai?

No vedi, il concetto è un altro. Il Governo ha ragione…

 

Ma che dici?

Si il governo ha ragione. La campagna in se è bella e giusta, è la comunicazione che è stata fatta male.

 

[pullquote]Fra cinque minuti sarà tutto svanito e ci sarà un altro trend topic e nel mentre tu avrai fatto clic.[/pullquote]

Mi vorresti dire che far vedere gli ariani al mare felici contro i negri che si drogano è sensato?

Ma cosa dici. Ci sono due coppie felici e una serie di persone che si sballano. Tra le persone che si sballano, uno è di colore. 

 

Appunto

Appunto un cazzo. Mica è un clandestino, un vu cumprà, un bingo bongo. È un ragazzo che vedresti tranquillamente a spasso per Londra. Non c’è niente di razzista se non il tuo pregiudizio che vede prima il nero di tutto il resto e del tuo bisogno di consensi che ti porta a schierarti coi milioni di utenti che gridano #scandalo #vergogna. È come se le brutte se la prendessero perché quella che fuma è figa. Capisci?

 

Si ma dai, vuoi provocare.

Ma tu hai letto le 14 pagine di intervento del governo? Cioè sei andato OLTRE LE FIGURE?

 

Si, certo…

No non le hai lette. Nessuno le ha lette. Parlano solo di cose sensate, come gli effetti devastanti della marijuana, di non bere alcol per non ridurre la fertilità, di fare una vita sana. E nella campagna prima le pagine del documento erano 140 e ci fosse stato qualcuno che le ha lette.

 

Ma si appunto come si può partorire un documento di 14 o 140 pagine dai… è ridicolo…

Ma veramente no. Cioè io sono contento che il governo per cui pago le tasse mi educhi su questo, che mi fornisca dati e documentazioni.

 

E che ne dici della campagna?

È brutta. Doveva essere o più cruda o più estrema ovvero non esserci affatto, doveva essere meno Mulino Bianco. Hanno scelto una via tenue, ma in fin dei conti è il Governo…

 

Che intendi dire?

Cazzo che non è Pitchfork, non è l’ultimo video di Kanye West o una roba di Cattelan. È un opuscolo che trovi in sala di attesa alla Asl. Non stai sfogliando Dazed. Ma le hai viste le persone nei bar? Ci sono dati allarmanti sull’analfabetismo, siamo al picco di ignoranza digitale. Il contenuto non conta più nulla è l’era della forma. Tu pensa che quella poveraccia della ministra verrà esiliata ora… invece ha fatto solo il suo lavoro e forse anche bene, forse voleva affidarsi a qualcuno che lo comunicasse, ma deve essere una illusa. Cosa è una 5stelle? Non so un cazzo di chi sono i ministri.

 

Ma di cosa stai parlando? Sembri un nazista. Fai paura. Quindi perché la gente è scema la pubblicità deve essere scema?

Si. Esatto. Vedi la pubblicità serve a vendere un prodotto, non per insegnarti qualcosa. L’idea di una pubblicità educativa è sintomo del senso di colpa che un tempo avrebbero definito borghese. Il problema di questo caso è che c’è di mezzo un piano superiore alla legge di domanda e offerta, un piano educativo. Un governo che fa pubblicità è immorale. Questo documento doveva uscire su fogli bianchi scritti in Times New Roman con al massimo qualche grassetto. Ci hanno messo delle immagini giusto perché credono che sia così che si fa. Sennò come te lo spieghi che le prendono su Stockimage? però hanno sottovalutato quei milioni di disoccupati, di stronzi, di ignoranti, di annoiati, di insicuri in cerca di attenzioni, che ha uno smartphone e non aspetta altro tutto il giorno per stroncare qualcuno o qualcosa per avere il plauso (in like) dei suoi contatti. Questa è la nuova solitudine. Disperata, nuova, allarmante, solitudine.

 

Però hanno dovuto ritirare anche questa di campagne

Sai cosa mi fa ridere? Ti ricordi la prima di Black Mirror? Quella in cui un artista rapisce la principessa d’Inghilterra e divulga un video in cui comunica che la lascerà solo se il primo ministro si scopa un maiale? Tutti ridono all’inizio, ma quel tizio è costretto a scoparsi davvero il maiale perché le minacce del killer erano diventate reali e virali. Non virtuali, ma reali. Virali, quindi reali. Prima si diceva “se lo dice la tv è vero”. Oggi si dice “è scritto su internet”. Se questa campagna non fosse finita nel tritacarne dei social, nessuno avrebbe fatto casino. Ogni giorno entri in un comune, in uno studio medico e vedi cose del genere, foto di merda con slogan di merda. È l’impianto visivo della comunicazione di Stato. Siamo 70 milioni, non sono tutti tipi da agenzia a Milano gli italiani, ci sono gli anziani, gli immigrati, mia nonna, mia mamma, tua mamma. La gente normale, capisci? Quelli che non dicono la loro ogni 20 minuti sui social. Ci sta che lo Stato, con tutti i cazzi immensi che abbiamo, abbia altro a cui pensare se non la inculata campagna di comunicazione del #chiavareday. Sai perché è importante la fertilità? Perché siamo a crescita zero. I paesi competitivi oggi, vent’anni fa erano un cumulo di pulci e prostitute dodicenni ma a ritmo di migliaia di ragazzini al giorno ci stanno facendo il culo, mentre tu che sei giornalista figo a Milano, prendi fiato solo coi 50 euro di tua nonna il fine settimana.

 

Cazzo e te saresti il tipo più importante della comunicazione in Italia?

Ma che ti credi. Io VENDO, io mi occupo di vendere. Non sono mica un prete. Cristo, la gente è così stupida che è ancora convinta che Facebook sia una cosa vera. Il fatto che ci siano gli status è diabolico, ma sono stupito di quanto ancora la gente sia convinta che internet ci rende più liberi. Nella sua versione primordiale gli status erano il vero punto forte, la rivoluzione del blogging, adesso che Facebook è un centro di ricerca con un campione di un miliardo e passa di utenti, sono solo un pagliativo. Puoi scrivere quanto vuoi, ma Facebook esiste solo per prendere i tuoi dati, darli in pasto al mercato e farti comprare la sua merda.

 

[pullquote]la pubblicità serve a vendere un prodotto, non per insegnarti qualcosa[/pullquote]

Sei più pesante di Gino Strada strafatto di Greenpeace a cena con Bono

Immagino che tu sia uno di quelli che ha visto Black Mirror che ti ho citato prima, che si è scaricato Citizienfour e che guarda Report e Presa Diretta in tv. Non ci hai capito niente… Per quanto possiate postare, scrivere, twittare, non cambierà un bel cazzo nel mondo lo sai? Fra cinque minuti sarà tutto svanito e ci sarà un altro trend topic e nel mentre tu avrai fatto clic. E nel mentre i governi votano riforme che tu non leggi, i partiti stringono alleanze che tu non conosci, i mercati creano domande a cui non sapresti rispondere nemmeno dopo un master in Bocconi. E ti preoccupi della campagna del Governo, forse perché ti senti in colpa di non capirci niente del resto, di non stare facendo niente se non civettare coi tuoi amici…

 

Mavaccagare…

La frase più importante del 2016 l’ha detta Manuel Agnelli a X-Factor “é il vostro anticonformismo che vi rende così conformisti”.

 

Si Manuel Agnelli, ma per favore dai

Ma se ti ho visto ad almeno 3 concerti degli Afterhours qui a Milano. Cosa fai ora lo odi perché fa X-Factor? Boh ok, senti offri te che devo andare?

Emilio Periferico

Condividi

Tag

Leggi anche